DELLA SERIE "QUANDO COMINCIA MALE E FINISCE PEGGIO"


Mio fratello non l'ha saputa raccontare; la storia del gatto e del merlo e' andata cosi'.
Distolto improvvisamente dal mio pensare per un concitato, agitato, arrabbiato strillio di uccelli mi sono affacciato tra i pilastrini della recinzione di un giardino lungo il viale centrale di P.S.Giorgio.
Un grande gatto tigrato stringeva con forza una merla in fin di vita tra i lunghi baffi; un merlo, fingendosi ferito e facile preda saltellava pericolosamente vicino a quel muso rigonfio di piume ma sufficientemente distante dagli artigli che, come saette, ogni tanto fendevano l'aria.
Altri uccelli piu' piccoli, sui rami circostanti, non nascondevano la loro agitazione svolazzando e strillando.
I piani erano chiari: il merlo intendeva a tutti i costi far lasciare l'incauta preda mentre il gatto era fermamente intenzionato a raddoppiare la posta.
Dopo alcuni minuti di questa scena, il merlo comincio' a prendere sempre piu' le distanze pur continuando la sceneggiata mentre il gatto assumeva sempre piu' un aspetto disinteressato senza pero' mai lasciar cadere la malcapitata merla.
Realizzato che il merlo non era piu' alla sua portata, certo che la merla era oramai cadavere, ad un certo punto il gatto lascio' la presa e, con la preda appoggiata a terra comincio' a guardare disinvolto gli uccellini con periodiche occhiate ora al merlo ora alla sua ex compagna.
Passarono diversi minuti e, poiche' tutto tendeva alla normalizzazione il gatto penso' bene di fare una ulteriore mossa: riprese la merla tra i denti spostandola al centro di un vialetto pulito ed allontanandosi poi tranquillamente fino a raggiungere un bidone poco distante appolaiandovisi sopra, sornione.
Visto che la mossa non produceva alcun effetto, sposto' di nuovo la merla sempre lungo il vialetto ghiaioso ma in modo da potersi poi porre a maggiore distanza, in posizione piu' panoramica sopra il muro di cinta del giardino.
A questo punto ho ritenuto opportuno intervenire per porre fine a quella interminabile partita a scacchi.
Ho aperto il cancello sperando di non essere denunciato per violazione di domicilio e con l'intenzione di eliminare l'oggetto della contesa.
Il gatto che fino a quel momento non mi aveva degnato di nessuna attenzione, scese velocemente, riprese il suo bottino e scomparve al di la' del muro di cinta.
Scacco al re, ma almeno la storia era finita.
Con mia sorpresa, prima ancora che finissi di uscire dal cancello dal quale ero entrato, il gatto ricomparve sul muro per riaprire la partita; si guardo' in giro, rimise la merla nella posizione di prima ripristinando la stessa scenografia precedente.
Decisi di intervenire di nuovo e, questa volta, con piu' convinzione.
Il gatto si rese conto che l'avevo fregato e, senza nenche tentare una operazione di recupero, scomparve al di la' del muro.
Sembra finita.
Da buon ecologista, dopo il brillante intervento a salvaguardia della incolumita' del merlo, poiche' a "merla donata non si guarda in bocca", ho ritenuto che non fosse del tutto disdicevole portarsela a casa e predisporla per la cena (mia).
Denudata e lavata la merla faceva cosi' bella mostra nel frigorifero.
Mia moglie, di rientro, soddisfatta la curiosita' di conoscere la provenienza della cacciagione ma inorridita' all'idea che fosse stata la preda di un gatto, la prese con tutto il piatto terminando la partita nel bidone dell'immondizia.
Scacco al re, alla regina ed a tutti i suoi sudditi.
Il merlo e' rimasto senza compagna, il gatto senza ne' merla ne' merlo, io ho dovuto accontentarmi di una cena alternativa, mia moglie, igienista, ha scoperto che avrei il coraggio di mangiare cio' che e' stato azzannato da un gatto. Peggio di cosi' e' andata solo alla merla; finchè c'è vita c'è speranza.