TEORIZZANDO L'EVOLUZIONE DELLA SPECIE
(UNA FAVOLA AI MIEI FIGLI, SPOLVERANDO I LIBRI DI STORIA)

Nel 1492 un signore scoprì l'America.
Scambiò specchietti e collanine con patate e pomodori ricavandone onori e gloria.
Era partito da Genova, via Spagna, con tre caravelle.
Col tempo, vuoi per un'inflazione già trotterellante, vuoi per il costo del lavoro in continua crescita, vuoi che la globalizzazione sarebbe venuta molto dopo, lo scambio non fu più vantaggioso.
Inoltre Inglesi, Francesi, Spagnoli non trovando lavoro in fabbrica (non si era ancora nell'era industriale) chiedevano sempre più spesso licenza per tale commercio ed i governi, pur di dare una risposta all'occupazione favorirono il commercio ambulante.
Il viaggio in America, oltre al disagio di alzarsi molto presto la mattina, aveva alti costi e diventò sempre meno conveniente a meno che non si fosse riusciti a ritornare con galeoni ricolmi d'oro.
Navi inaffondabili non esistevano (il Titanic sarebbe stato costruito molto dopo) e con tanto sovraccarico si rischiava anche, continuamente, l'affondamento.
Maia, Inca, Aztechi ed altri minori, per niente soddisfatti del continuo aumento dei prezzi e fortemente sindacalizzati, ad un certo punto decisero di scomparire.
Prima di scomparire sembra che, per loro fortuna, siano stati tutti battezzati.
Il Dio europeo infatti, che era un cristiano, era cosa ben più seria di tanti Dei pagani ed il nostro paradiso ben più organizzato di quello di certe civiltà incivili.
Stanchi delle levatacce mattutine e del pericolo delle traversate, sempre più ambulanti presero i pochi risparmi e decisero di metter su casa un po' più vicino al posto di lavoro.
Una volta là, si accorsero che molto (praterie, bisonti, ecc.) era in mano di pochi (indiani) e poco era in mano di molti (Francesi, Inglesi, Spagnoli).
Nacque, con una inconsapevole evoluzione economica e politica, la prima applicazione del concetto di Comunismo: si operò un esproprio proletario che vide qualche piccola e comprensibile (ma non giustificabile) resistenza da parte indiana.
(L'idea di Comunismo, nonostante dopo tale esperienza fosse stata giudicata superata, non più necessaria e mai più attuabile, verrà malauguratamente ripresa molto più avanti dai fratelli europei ed in particolare da un certo Marx.)
Gli ex Europei, non ancora proprio Americani, scoprirono che oltre all'amore per l'uguaglianza avevano anche un innata propensione per la giustizia e l'ordine; non esitarono, con grosso personale sacrificio, ad intervenire nelle lotte intestine tra le varie etnie indiane.
Non intendendo le litigiose tribù la voce della diplomazia, fu spesso necessario intervenire con rappresaglie difensive o preventive.
Rappresaglia oggi sugli Apaches che attaccavano i Sioux, rappresaglia domani sui Sioux che sconfinavano nei territori Apaches, anche questa parte incivile finì per non rappresentare più il genere umano.
A parte il fatto che gli indiani non avrebbero comunque mai accettato di coltivare le proprietà dei nuovi legittimi proprietari, legittimi in virtù di quel nuovo concetto di Comunismo di cui sopra, scoppiò improvviso il problema della mano d'opera soprattutto nei lavori più umili e meno retribuiti.
Parentesi: constatata totalmente raggiunta l'uguaglianza tra coloro che erano stati portatori di giustizia, si ritenne superata la funzione della breve comparsa del sistema comunista e, ad evitare che in seguito qualche altro potesse darne una interpretazione distorta ed un applicazione conseguente, il Comunismo venne bandito tra le sponde dei due oceani. Chiusa parentesi.
E' in questa fase che nasce il triste fenomeno dell'immigrazione clandestina.
Gli Americani erano memori di quello che scriveranno successivamente sulla statua della libertà "Dammi le tue stanche, povere, accalcate moltitudini ............ Manda a me i senza casa sballottati dalla tempesta ...................... ma sta attento che non siano Messicani ".
Non solo li accolsero ma andarono direttamente a prenderli fino in centro Africa accollandosi, qualora non fossero stati in grado di pagare gli scafisti, anche le spese della traversata.
Qui ci fu una certa evoluzione di tipo culturale sempre mossa dal forte senso umanitario.
Si capì che non era sufficiente dare pesce da mangiare ai popoli affamati ma che era necessario dare loro canna ed amo perché imparassero a pescare.
In attesa di dar loro canna ed amo si cominciò con una intensa campagna formativa e si aprirono corsi accelerati, con successiva assunzione, per la coltivazione e raccolta del cotone.
Le scuole, si sa, non erano proprio come oggi e si usavano ancora le pene corporali.
Chi non imparava poteva anche essere punito con qualche bacchettata sulle mani, comunque era pur sempre un gran primo passo.
I frutti di tanto impegno li vediamo oggi tant'è che se sanno suonare o cantare o giocare a pallacanestro, anche se di colore, possono godere di tante ricchezze.
Quasi come se fossero bianchi.

Sicuramente per fattori ambientali ma forse anche per alcuni tratti caratteriali come l'intraprendenza, l'imprenditorialità, la carica umana capace di accattivarsi anche le simpatie dei più umili della terra, l'evoluzione (anche in senso economico) degli Americani fu più rapida dei fratelli rimasti nella madre patria che comunque avevano anche loro provveduto a fare grandi passi in avanti.
A breve distanza gli uni dagli altri, forse insieme, capirono che non era sufficiente offrire posti di lavoro nei campi di cotone ma che lo sviluppo doveva essere portato nel cuore dei paesi diseredati.
Cominciò così il lungo, oneroso e soprattutto altruistico periodo del colonialismo ed un intenso rapporto umano con le popolazioni africane ed asiatiche.
Il tutto in cambio di poche spezie.
Fu tanta la gratitudine di quelle popolazioni che non esitarono a mettere a disposizione degli amici più evoluti ogni forma di ricchezza per loro superflua: petrolio, metalli preziosi, materie prime.
Alcune incomprensioni resero purtroppo necessario l'uso della forza contro le forze del male per affermare lo sviluppo e la modernità tanto necessarie a quelle popolazioni.
Poiché il diavolo non sempre prendeva le vesti di Gandi, qualche volta si arrivò al sacrificio di perdita di vite umane pur di portare quell'aiuto tanto richiesto.
Ma le democrazie non calcolano mai i costi nell'applicazione dei principi.
Il nostro Dio continuava ad essere un buon cristiano sicuramente superiore a tante successive imitazioni.
Ancora oggi Bush figlio, cristianamente cresciuto nella piccola chiesa di Bush padre, può invocare l'aiuto e la benedizione di Dio mentre promette la feroce repressione del maligno.
Nonostante i grandi passi avanti, gli Europei annaspavano nel processo evolutivo e stentavano a tenere dietro ai fratelli Americani.
Nella ricerca di una propria via evolutiva, non di rado finirono fuori dai binari.
Anche se oltre oceano era stato già dichiarato superato e quindi inapplicabile ogni concetto di Comunismo, almeno in parte cominciarono a dare credito a certe teorie di un certo Marx.
Quali furono i costi di questo errore non è quantificabile, neanche in termini di vite umane.
Basti pensare alla lunga, terribile, altruistica e costosissima guerra in uno sperduto paesino chiamato Vietnam in cui il maligno vestiva i panni dei Vietkong.
Erano piccoli piccoli, quasi invisibili.
Nonostante frequenti siccità provocassero la completa defogliazione delle foreste, non si riusciva quasi mai a vederne uno.
Le forze del bene, lì, se la sono vista veramente brutta.
Qualche rivincita però se la sono presa con vecchi donne e bambini che il maligno non era riuscito a nascondere.

Provarono anche con la via del nazi-fascismo.
In questo percorso evolutivo i nazisti furono i primi a prendere coscienza che si era oramai sviluppata una specie superiore.
Ben presto tutto l'occidente, salendo un altro gradino sulla scala dell'evoluzione, condivise l'analisi del nazismo; capì di essere l'unico portatore di civiltà, giustizia, democrazia e libertà e che la propria cultura non aveva pari sull'intero pianeta.
Ma non poté condividere i metodi che il nazismo stava applicando.
E' vero che l'utilizzazione del gas garantiva da ogni rischio di inquinamento, ma i costi cominciavano ad impennarsi ed era assolutamente necessario pensare al risparmio energetico.
E poi non si poteva essere così tanto altruisti da iniziare la sperimentazione su dei quasi bianchi.

Senza alcun interesse, né politico né militare (il fatto che a Pearl Harbour qualche nave fosse stata un po' danneggiata non c'entra niente) gli Americani si sacrificarono per riportare i fratelli Europei sulla giusta via (comunque, di cuore, grazie America.).
Evitarono pure di fare la guerra comodamente vicino casa.
In un immenso gesto di umana bontà, gettarono su Hiroshima e Nagasaki, su quei nemici che pure gliene avevano fatte tante, due grandi mazzi di fiori che da terra ritornavano verso il cielo come due giganteschi funghi.
I Giapponesi accorsero in frotte; specialmente donne e bambini da sempre più sensibili a certe manifestazioni di affetto.
Se ne contarono più di duecentomila.
Molti arrivarono in ritardo ma fecero in tempo a raccogliere tanti petali, per quanti ce n'erano.
Ancora oggi, ogni tanto se ne può trovare qualcuno.
Tanta fu la gratitudine che ogni anno festeggiano ancora l'avvenimento, con le lacrime agli occhi al suono di una campana.

I fratelli (oramai cugini) Americani ed Europei fecero tante belle cose insieme:
Per prima cosa diedero una bella casa agli Israeliani che non ne avevano mai avuta una e, poiché in democrazia la libertà è infinita, non posero confini.
Costruirono una grande serra per aumentare la potenza del sole, perché il sole è vita.
Aiutarono a disboscare immense foreste.
Si accollarono le spese di trasporto dei rifiuti più pericolosi fin nei mari più profondi o in zone sperdute del terzo mondo.
Distribuirono con equità le armi; bandirono le mine antiuomo facendole accuratamente nascondere sotto terra.

Ci fu un lungo periodo rigoglioso che si evidenziò anche sulle nascite.
Raccontano che in breve tempo nacquero sette sorelle, una più bella dell'altra.
Belle, ma così belle che addirittura molti sceicchi se ne innamorarono, ricambiati.
Un amore così sano, profondo e completo che gli sceicchi si rifiutarono di condividerne la felicità perfino con i propri sudditi.
Tutto rimase nel chiuso dei palazzi; i beduini nel deserto, di padre in figlio e in nipote, lo raccontano ancora, come fosse una leggenda.


509 anni dopo quel 1492, il Gran Capo Americano tornò a Genova con sette caravelle.
La festa fu immensa, incontenibile ed incontenuta; di giorno nelle piazze e di notte nelle scuole, con bandiere di tutto il mondo e tanti fuochi.
Ci fu anche un morto di gioia.


Molti popoli hanno sentimenti di gratitudine per gli interventi Americani ed il sostegno Europeo:
Nicaragua, Salvador, Cile, Cuba, area dell'ex Jugoslavia, Kurdistan, Cecenia, Palestina,Vietnam, Corea, Iraq, Iran, Afganistan, le aree del nord - sud - est - ovest - centrali dell'Africa particolarmente fertili e ricche, il sud-est asiatico dove le donne vivono ansiose di un'ora d'amore portato dai buoni occidentali.

E' perché abbiano profuso bontà e ricchezze a piene mani senza mai nulla chiedere in cambio che ora siamo certi che vinceremo lo scontro finale contro il mondo del male.
Perché vinceremo e saliremo alla destra di quel buon cristiano di Dio, vero?


Capodarca Maurilio, Porto San Giorgio.

NON C'E' PACE SENZA GIUSTIZIA !
G.P. II


LA PACE NON E' NON FARE LA GUERRA !
(ma sarebbe già qualcosa)
C.M. I